Attacchi di panico: cosa succede e come affrontarli con psicoterapia, emdr e autoipnosi
Gli attacchi di panico possono essere esperienze molto intense e spaventose.
Molte persone descrivono sensazioni improvvise come:
- forte paura
- tachicardia
- mancanza d’aria
- tremori
- senso di perdita di controllo
- paura di svenire
- paura di morire
Spesso il primo attacco di panico arriva all’improvviso.
Proprio per questo molte persone pensano inizialmente di avere un problema cardiaco o neurologico.
In realtà, l’attacco di panico è una reazione intensa del sistema nervoso.
Comprendere cosa accade nel cervello e nel corpo può aiutare a ridurre la paura e interrompere il circolo dell’ansia.
Cosa succede durante un attacco di panico
Durante il panico il cervello interpreta una situazione come pericolosa, anche se non esiste un reale pericolo immediato.
L’amigdala, l’area cerebrale coinvolta nell’allarme emotivo, invia rapidamente segnali di emergenza al corpo.
Questo attiva il sistema nervoso simpatico.
Il corpo entra così in modalità:
- attacco
- fuga
- sopravvivenza.
Sintomi frequenti degli attacchi di panico
Per questo possono comparire sintomi fisici molto forti:
- aumento del battito cardiaco
- respiro accelerato
- vertigini
- fame d’aria
- sudorazione
- tensione muscolare
- nausea
- sensazione di irrealtà
- formicolii
- tremori
- pressione al petto.
Non tutte le persone sperimentano gli stessi sintomi.
Anche se la sensazione è intensa, il panico non è pericoloso.
Il problema principale è che la persona inizia ad avere paura delle sensazioni stesse.
Perché il panico aumenta rapidamente
Molte persone durante il panico iniziano a pensare:
- “Sto per svenire”
- “Mi sta venendo un infarto”
- “Sto impazzendo”
- “Perderò il controllo”
Questi pensieri aumentano ulteriormente l’allarme del cervello.
Più cresce la paura, più il corpo si attiva.
Si crea così un circolo vizioso:
- Sensazione fisica
- Interpretazione catastrofica
- Aumento della paura
- Aumento dei sintomi
- Nuova paura.
Comprendere questo meccanismo è già un primo passo importante.
Attacchi di panico e sovraccarico mentale
Spesso gli attacchi di panico non arrivano “dal nulla”.
Molte persone vivono da tempo:
- stress mentale elevato
- tensione emotiva
- ipercontrollo
- rimuginio continuo
- difficoltà a rilassarsi
- sovraccarico lavorativo o familiare.
Il sistema nervoso resta così in uno stato continuo di allerta.
A un certo punto il corpo può reagire con un picco improvviso di attivazione.
Per questo il lavoro sul rilassamento mentale e sulla regolazione emotiva è molto importante.
Un esempio pratico
Matteo, libero professionista di 45 anni, ha avuto il primo attacco di panico mentre guidava.
Ha iniziato a sentire:
- forte tachicardia
- respiro corto
- vertigini
- paura intensa.
Era convinto di stare per avere un malore.
Dopo quell’episodio ha iniziato a evitare:
- autostrade
- luoghi affollati
- situazioni percepite come “a rischio”.
In realtà il problema principale non era più soltanto il panico, ma la paura del panico.
Attraverso un percorso personalizzato di psicoterapia cognitiva, l’applicazione pratica di tecniche di respirazione, consapevolezza corporea e autoipnosi ha imparato gradualmente a ridurre la paura delle sensazioni fisiche e a sentirsi più sicuro. L’evento traumatico legato al primo attacco di panico è stato elaborato con la desensibilizzazione attraverso i movimenti oculari EMDR. link a emdr per integrare l’esperienza in modo che non potesse più riattivare una risposta emotiva e somatica.
Esercizio pratico: respirazione anti-panico
Quando senti salire l’ansia:
- Appoggia i piedi a terra
- Inspira lentamente dal naso contando fino a 3
- Espira lentamente dalla bocca contando fino a 3
- Concentrati soprattutto sull’espirazione lunga
- Guarda un oggetto stabile intorno a te.
Fai l’esercizio ricordandoti come prima cosa di svuotare l’addome espirando fuori tutta l’aria.
Ripeti lentamente:
“Il mio corpo è al sicuro.”
“E’ sicuro per me rilassarmi”.
L’obiettivo non è “bloccare” immediatamente il panico, ma aiutare il sistema nervoso a ridurre gradualmente l’attivazione.
Cosa evitare durante il panico
Molte persone cercano di:
- controllare ogni sensazione
- respirare troppo velocemente
- fuggire immediatamente
- combattere contro i sintomi.
Questi tentativi spesso aumentano ulteriormente l’allarme interno.
Imparare ad attraversare le sensazioni con maggiore consapevolezza aiuta progressivamente il cervello a sentirsi più sicuro.
Autoipnosi e rilassamento mentale
Le tecniche di autoipnosi possono aiutare a:
- ridurre l’iperattivazione mentale
- aumentare la percezione di sicurezza
- calmare il sistema nervoso
- diminuire l’ansia anticipatoria.
La pratica costante può favorire una migliore regolazione emotiva.
Il metodo IPNOMIND® propone una procedura di autoipnosi rapida “La formula della calma” che ognuno può praticare nel momento del bisogno per ritrovare equilibrio e centratura nel momento presente oppure di può utilizzare come routine preventiva per mantenere la mente calma e rilassata. Puoi impararla richiedendo una sessione personalizzata. link sessione personalizzata
Conclusioni
Gli attacchi di panico possono fare molta paura, ma non definiscono chi sei.
Comprendere il funzionamento del corpo e del cervello aiuta a interrompere il circolo della paura.
Con strumenti adeguati è possibile ridurre progressivamente:
- l’iperallerta
- la paura delle sensazioni fisiche
- il sovraccarico mentale.
Occorre farsi aiutare attraverso un percorso di psicoterapia per smettere di evitare le situazioni che possono potenzialmente scatenare un attacco di panico e ricominciare ad affrontarle con fiducia.
Sessione individuale
Percorso personalizzato di:
- gestione del panico
- tecniche di esposizione graduale per ridurre gli evitamenti
- autoipnosi per ritrovare connessione mente-corpo e rilassamento profondo
- EMDR per elaborare esperienze traumatiche negative legate all’attacco di panico
- Psicoterapia cognitiva per trasformare pensieri disfunzionali in ragionamenti potenzianti
- Metodo IPNOMIND® per ritrovare la bussola che ti riporta a te nel presente.
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